giovedì 19 marzo 2015

Atene: l'Agorà Romana


La presenza dell'impero romano ad Atene è testimoniata anche dall'Agorà Romana o Foro Romano.
Roma provava verso Atene sentimenti di stima, considerandola la culla della cultura e della filosofia, anche se inizialmente i rapporti tra le due civiltà furono difficili: gli Ateniesi tenevano molto alla loro libertà. 

Il Foro, dove fremeva l'attività commerciale, politica, religiosa e militare, fu costruito ai tempi dell'imperatore Augusto (31a.C./14 d.C.), a solo 100 metri dall'Agorà Antica, con cui era collegato per mezzo di una via colonnata e lastricata.

via che conduceva dall'Agorà Antica all'Agorà Romana
Era il centro del commercio cittadino: nel I secolo a.C. il fulcro degli scambi commerciali con gli altri popoli del Mediterraneo da Delos si spostò nel porto del Pireo.
Attorno ad una grande piazza rettangolare (112m x 96m), lastricata in marmo, con doppio colonnato ionico, vi erano botteghe e magazzini.

colonnato che circondava l'Agorà Romana
doppio colonnato dell'Agorà Romana
Aveva due ingressi con propilei: uno ionico sul lato ad est e uno dorico sul lato ovest.

Il portale ionico dell'ingresso orientale, costruito tra il 19 e l'11 a.C. , aveva quattro colonne di marmo grigio dell'Imetto.

ingresso con propileo orientale dell'Agorà (a destra della foto)
La porta di Athena Archegetis, costruita in marmo pentelico con le donazioni di Augusto e di Giulio Cesare, costituiva l'ingresso sul lato occidentale.
Fu innalzata tra il 12 a.C. e il 2 d.C.

Porta di Athena Archegetis
Era costituita da quattro colonne doriche sormontate da un frontone, sul quale era posta la statua di Caio Cesare (figlio di Agrippa e nipote di Cesare), come acroterio.
Porta di Athena Archegetis (vista dall'interno dell'Agorà Romana)
Aveva tre ingressi: due laterali per i pedoni e quello centrale per i carri.
Era dedicata ad Athena dal suo popolo.

Porta di Athena Archegetis
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Diametralmente opposto a questo ingresso si trova la cosiddetta Torre dei Venti o Horologion, un edificio ottagonale in marmo pentelico (compreso il tetto), progettato dall'astronomo Andronico di Cirro (50 a.C.), per ospitare un orologio idraulico.

Torre dei Venti
Al momento della nostra visita purtroppo si stavano compiendo lavori di restauro che ne hanno precluso la vista!

La torre, con fori per il passaggio della luce solare, è alta 12,80 m ed ha un diametro di 7 m.
Aveva due porte d'accesso con davanti portici di due colonne.
Le porte erano poste sui lati nord-est e  nord-ovest, quest'ultima sempre aperta per permettere di consultare le ore.
Aveva un tetto conico a piramide, sopra il quale svettava una banderuola in bronzo a forma d Tritone che ruotando su di un perno, indicava la direzione dei venti raffigurati nei rilievi sottostanti.

La torre prende infatti il suo nome dai rilievi che la decorano raffigurando gli otto venti mitologici (Aerides), e che hanno dato il nome al quartiere.
Sulle otto facciate dell'edificio, indirizzate esattamente in direzione degli otto venti principali e dei punti cardinali, vi sono infatti raffigurati otto figure alate:
- Boreas (vento del nord) = Tramontana
  soffia in una conchiglia e veste abiti gonfi e caldi
               - Skiros (vento di nord-ovest) = Maestrale
                 porta neve in un recipiente pieno di legna
- Kaikias (vento di nord-est) = Grecale
  sparge chicchi di grano
               - Euros (vento dall'est) = Scirocco
                 vecchio avvolto in un mantello
- Zaphiros (vento dell'ovest) = Zaffiro
  un giovane che sparge fiori sulla terra
                - Apellotis (vento di sud-est) = Levante
                  giovane con cesto di frutta e fiori
- Lips (vento di sud-ovest) = Libeccio
  propizio alla navigazione, regge la poppa di una nave
                - Notos (vento del sud) = Ostro
                  portatore di pioggia, rovescia un vaso colmo d'acqua.

La torre è anche il più antico monumento che mostri orologi solari secondo i punti cardinali.
Su ogni faccia della torre infatti vi era una meridiana, oggi tutte poco leggibili, disegnate nel II secolo d.C.
L'ora 0 indicava il sorgere del sole, l'ora 6 il mezzogiorno e l'ora 12 il tramonto.
Le meridiane sui lati nord, sud, est ed ovest indicavano le ore regolari, cioè le ore in ogni stagione.
Le altre indicavano le ore disuguali: più lunghe in estate e più corte in inverno.
Restano ancora presenti gli gnomoni orizzontali.

All'interno della torre si trovava un orologio idraulico a clessidra azionato dall'acqua di un ruscello proveniente dalla sorgente Clepsydra, posta sull'Acropoli.
Dal nome di questa sorgente deriva il nome di tutti gli orologi idraulici o "orologi a clessidra".

Di questo orologio rimane ben poco. un canale di scolo scavato nel pavimento e una vasca semicilndrica collegata con l'interno posta sulla facciata sud.

La Torre dei venti funzionò anche come Planetario: registrava il movimento del Sole, della Luna e dei 5 pianeti che si conoscevano in quell'epoca.

Dopo l'invasione degli Eruli (267 d.C.), il centro commerciale ed amministrativo fu trasferito dall'Agorà Antica all'Agorà Romana perché le mura romane offrivano più protezione.
La torre divenne nel periodo paleocristiasno il campanile di una chiesa bizantina.
Durante l'occupazione turca il foro divenne il mercato del grano e questa costruzione divenne un monastero di Dervisci.

La Torre dei Venti ha ispirato la costruzione a Livorno della Torre del Marzocco (del Ghiberti), e a Firenze la Tribuna del braccio lungo gli Uffizi (del Buontalenti).
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All'angolo opposto si costruì la Moschea Fethiye Djami o Moschea del Conquistatore, la più antica moschea della città, fatta costruire sui resti di una basilica cristiana, per celebrare la vittoria degli Ottomani(1456).
Ha una copertura a cupola con portico a colonne.
Non era possibile vedere la costruzione nella sua interezza perché anch'essa semicoperta per i lavori di restauro! 

Moschea Fethiye Djami (edificio a destra)
Ad est del Foro si trova il cosiddetto Agoromion, un edificio rettangolare del I secolo a.C. la cui facciata aveva tre ingressi e la dedica sull'architrave ad Augusto e ad Athena.

Agoromion
Nel Foro vi passava anche una rete fognaria, e fu costruita nel I secolo d,C. una latrina pubblica (Vespasianae): un edificio rettangolare costituito da un'anticamera e da una stanza quadrata con bancone forato che correva sui lati e canale sul pavimento.

latrina pubblica e Moschea Fethiye Djami (fondo della foto)

Orario: lunedì/domenica    8.00/15.00
Costo: 2€  oppure
           biglietto cumulativo 12€ valido 4 giorni
           (Acropoli - Antica Agorà - Museo Antica Agorà - Biblioteca d Adriano -
             Keramikos - Museo del Keramikos - Agorà Romana - Olympieion)


CONCLUSIONI
Anche se il monumento meglio conservato dell'Agorà Romana, ovvero la Torre dei Venti, non era visibile, certamente anche questo piccolo sito archeologico è stato una tappa che non potevamo mancare per definire un quadro storico-artistico della città di Atene.
Infatti come l'Agorà Antica anche il Foro Romano offre l'opportunità di accostarsi alla quotidianità dell'antico mondo greco, fatta di commerci, politica, ed idee.


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