sabato 9 maggio 2015

Roma: le chiese del Foro Romano


Come è noto gli antichi Romani erano abili costruttori, e non a caso, gli edifici da loro edificati sono serviti nei secoli successivi al tramonto dell'Impero Romano e alla caduta del regno dei Goti, oltre che come cava di materiali da riutilizzare, anche come solide fondamenta per innalzare nuove costruzioni.

Anche il Foro Romano ha subito la stessa sorte.
Fortunatamente (così si sono potuti conservare) sotto la dominazione degli esarchi bizantini di Ravenna e del papato, alcuni edifici pubblici del cuore dell'antica Roma furono tramutati in chiese cristiane:

- la Basilica di Santa Francesca Romana sul Tempio di Venere e Roma,
- la Chiesa di Santa Maria Antiqua sui resti di edifici domizianei,
- l'Oratorio dei Quaranta Martiri Sebasteni su un edificio di epoca traianea,
- la Basilica dei Santi Cosma e Damiano nel Tempio del Divo Romolo e nel
  Tempio della Pace,
- la Chiesa di San Lorenzo in Miranda nel Tempio di Antonino e Faustina,
- la Chiesa di Sant'Adriano al Foro Romano nella Curia Iulia,
- la Chiesa dei Santi Luca e Martina sulla Curia Hostilia,
- la Chiesa di Giuseppe dei Falegnami sul Carcere Mamertino.



BASILICA DEI SANTI COSMA E DAMIANO 

Basilica dei santi Cosma e Damiano vista dagli Horti Farnesiani 
La Basilica minore dei Santi Cosma e Damiano è il primo luogo di culto cristiano costruito nell'area del Foro. 
Sorse nel 527 nel luogo dove si trovava una delle due biblioteche del Foro di Vespasiano o Foro della Pace (perché costruito nel I secolo d.C. dopo le guerre contro gli Ebrei in Palestina) e il Tempio del Divo Romolo (tempio forse dedicato a Romolo, il figlio di Massenzio morto in tenera età).

ingresso alla basilica dei Santi Cosma e Damano e parete dove era affissa la Forma Urbis
Su una parete esterna del convento della chiesa si possono notare i fori dove erano agganciate le 150 lastre della Forma Urbis, la pianta della città di Roma antica incisa su lastre di marmo, risalente all'epoca di Settimio Severo (203/211 d.C.).
scavi nel Foro della Pace
Nell'atrio della chiesa invece si può ancora vedere un tratto in blocchi in opera quadrata dell'altra biblioteca del Foro di Vespasiano.

parete di una delle biblioteche del Foro di Vespasiano nell'atrio della chiesa
Furono Teodoro, re degli Ostrogoti, e sua figlia Amalasunta, a donare nel VI secolo a Papa Felice IV i due edifici di età imperiale utilizzati per costruirvi la chiesa.

La basilica è dedicata ai due Santi taumaturgici Cosma e Damiano, i due fratelli (forse gemelli) martirizzati nel 303 d.C. ad Egea.

 
La chiesa come appare oggi è un rifacimento del 1632.
Le acque del Tevere che inondavano il Foro creavano delle infiltrazioni d'acqua nella chiesa.
Papa Urbano VIII affidò a Luigi Arrigucci (allievo del Bernini) il compito di ristrutturare il luogo di culto: si rialzò il pavimento della chiesa di 7m creando due chiese.

Si costruì anche il chiostro dal quale si entra nella basilica superiore.

chiostro della Basilica dei Santi Cosma e Damiano
Il chiostro è a pianta rettangolare, con sei arcate sui lati lunghi e tre sui lati corti.
E' decorato con affreschi di Allegrini che raffigurano le "Storie di S.Francesco".
Al suo centro si trova una fontana a tre invasi.

La basilica inferiore (a cui si accede tramite una scala posta nel chiostro), aveva l'ingresso sul Foro e come portale quello del Tempio di Romolo.

portale antico del Tempio di Romolo
Dell'antica chiesa si conserva parte del pavimento cosmatesco e l'altare originale in pavonazzetto del VI/VII secolo che contiene le reliquie di S. Cosma e S.Damiano.

basilica inferiore
altari delle cappelle laterali della basilica inferiore
altare maggiore e pavimento cosmatesco della basilica inferiore
L'interno del Tempio di Romolo, facente parte della chiesa più antica, è stato riportato alle sue sembianze originali.

interno del Tempio di Romolo
cupola del Tempio di Romolo
La settecentesca basilica superiore è a navata unica.

navata della Basilica dei Santi Cosma e Damiano
Il soffitto a cassettoni in legno dorato ha decorazioni del Montagna e porta gli stemma di Urbano VIII.
Nel centro si trova raffigurata la "Gloria dei Santi Cosma e Damiano".

soffitto a cassettoni con stemmi di Urbano VIII Barberini e Gloria dei Santi Cosma e Damiano
Nell'abside si trova un mosaico del VI secolo che raffigura nel fascione in basso dodici Agnelli (gli Apostoli) che vanno verso l'Agnello Divino. Nel sott'rco invece vi è l'Agnello Pasquale tra sette candelabri e quattro angeli con i simboli degli Evangelisti.

catino absidale in mosaico della basilica
Nel catino è raffigurato Gesù tra i Santi Pietro, Paolo, Cosma, Damiano, Teodoro e il Papa Felice IV che offre il modellino della chiesa.

La Madonna con Bambino del presbiterio del XIII secolo è di autore anonimo.
Viene chiamata la "Madonna della Salute" perché la leggenda narra che abbia chiesto a Gregorio Magno "Perché non mi saluti più come facevi sempre?".

Madonna della Salute
La basilica custodisce nelle sue cappelle laterali alcune opere pittoriche: una Deposizione di Cristo dalla Croce di F.Allegrini, un S.Giovanni Evangelista risuscita un morto, un'Adorazione dei Re Magi e una Presentazione di Gesù al Tempio di G.Baglioni, un'Apparizione di Gesù Bambino a Sant'Antonio da Padova di G.A.Galli.

Presentazione di Gesù al Tempio - G.Baglioni
Cappella del Crocifisso





Nella Cappella del Crocifisso si trova un affresco del XIII secolo staccato dalla chiesa inferiore e ridipinto ad olio nel XVII secolo, raffigurante un Cristo vestito con un colobio.























Dal chiostro si accede anche ad una sala che conserva un Presepe napoletano del XVIII secolo con statuette in legno o in terracotta donato alla chiesa nel 1939.
Misura 6m di lunghezza, 3,50m di profondità e 4m d'altezza.
Orario: venerdì, sabato e domenica 10.00/13.00   15.00/18.00
             agosto chiuso

Presepe
Durante la risistemazione del complesso del 1947 si chiuse l'ingresso della basilica dal Foro e se ne aprì uno nuovo in Via in Miranda, sui Fori Imperiali.
www.cosmadamiano.com 
Orario:  9.00/13.00  15.00/19.00

CHIESA DI SANTA MARIA ANTIQUA


Nel V secolo d.C. venne costruito un oratorio adattando un quadriportico del I secolo d.C. appartenente ad un complesso di edifici domizianei.
L'oratorio nel VI secolo divenne una chiesa, la chiesa di Santa Maria Antiqua, una delle prime chiese dedicata alla Madonna.

Tra il 649 e il 654 la chiesa venne decorata con pitture a fresco (se ne sono conservati 250m²).
Gli affreschi di stile bizantino rappresentano martiri orientali e greci.
Nella navata sinistra vi sono due cicli di affreschi divisi in tre fasce: le fasce superiori narrano scene del Vecchio Testamento, mentre in quella inferiore sopra al Velum è rappresentato il Cristo tra Santi greci e latini(VIII secolo).

Sulla parete a destra dell'abside (parete palinsesto) si possono vedere ancora sei strati di pittura della chiesa di epoche diverse (VI/VIII secolo).

La chiesa fu abbandonata nel 847 forse a causa di un terremoto.
Nel XIII secolo venne costruita una chiesa dedicata a Santa Maria Liberatrice, dove la leggendo voleva che Silvestro I avesse sconfitto un drago.
Nel XX secolo venne demolita la chiesa più recente.

La chiesa a tre navate era preceduta da un nartece.
La navata centrale era occupata dalla Schola Cantorum.
In fondo alle cappelle minori vi sono due cappelle.

Il pavimento è in mosaico con grandi tessere in marmo.
Il pavimento del presbiterio è in opus sectile.

Ho avuto la fortuna di vistare questa interessante chiesa e i suoi affreschi altomedievali, unici a Roma a causa dell'iconoclastia, qualche anno fa.
Oggi la chiesa è chiusa al pubblico.


ORATORIO DEI QUARANTA MARTIRI SEBASTENI


Accanto alla chiesa di Santa Maria Antiqua, a sud dell'antica Fonte di Giuturna, fu costruito, sui resti di un edificio di epoca traianea (I/II secolo d.C.), un oratorio dedicato ai quaranta soldati cristiani della legione romana detta "Fulminante" condannati da Agricola a d essere lasciati morire assiderati in un lago freddissimo di Sebaste (in Turchia), per essersi rifiutati di apostatare, durante le persecuzioni di Diocleziano.

L'edificio di culto è a pianta quadrata.
Il pavimento conserva ancora frammenti di marmi bianchi e colorati, porfido e serpentino.

La parete di fondo è decorata con un affresco dell'VIII secolo che raffigura i quaranta martiri immersi nello stagno.
Sulla sinistra dell'abside sono raffigurate croci gemmate.

La chiesa fu abbandonata nel IX secolo.
La chiesa non è attualmente visitabile.


CHIESA DI SANT'ADRIANO


Il Papa Onorio I fece trasformare nel 630 la Curia Iulia (inaugurata da Augusto nel 29 a.C.) nella chiesa di Sant'Adriano.
La chiesa mantenne però anche il ruolo di aula per le assemblee senatoriali.
Fu dedicata dal Papa Adriano I a Sant'Adriano, martirizzato a Nicomedia in Bitinia.

facciata della Curia Iulia/Chiesa di Sant'Adriano
In questa chiesa nel 1213 furono traslate le reliquie di San Nereo e San Achilleo.
Fu restaurata nel 1228 trasformandola in una chiesa a tre navate utilizzando colonne di spoglio per suddividere lo spazio.
Fu elevato il calpestio di tre metri e anche l'abside per creare una cripta.
Fu poi restaurata nuovamente nel XVII secolo da Martino Longhi.

Sono ancora visibili, in una cappella laterale, pitture dell'VIII secolo che illustrano le Storie della vita di Sant'Adriano, e pitture bizantine del IX secolo nella controfacciata.

I buchi nella facciata sono la testimonianza dell'esistenza in passato di un portico, mentre le cavità vicino alla porta erano luoghi di sepoltura.

sepolture medievali accanto al portale
La chiesa fu sconsacrata negli anni trenta del XX secolo e riportata alle sue antiche sembianze.


CHIESA DEI SANTI LUCA E MARTINA


Nel VII secolo Papa Onorio I nel Foro dedicò un oratorio a Santa Martina, martire nel 228 e compatrona di Roma, sul luogo in cui sorgeva la Curia Hostilia, vicino all'Arco di Settimio Severo.

cupola della chiesa dei Santi Luca e Martina
Quando il luogo di culto nel 1588 fu donato da Papa Sisto V all'Accademia del Disegno di S.Luca, S.Luca divenne contitolare della chiesa.
Sisto V infatti aveva fatto demolire la Chiesa di S.Luca dei Pittori per fare spazio alla piazza davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

La chiesa venne ricostruita ad opera di Ottaviano Mascherino e poi di Pietro da Cortona (1635).

busto di Pietro da Cortona nella chiesa dei Santi Luca e Martina
Pietro Berettini, o meglio Pietro da Cortona, nominato principe dell'Accademia di S.Luca da Papa Urbano VIII, chiese di costruire in questa chiesa la sua cappella funebre a sue spese.
Scavando sotto l'altare per costruire la tomba di famiglia, Pietro da Cortona portò alla luce una cassa con le reliquie di alcuni Santi, tra i quali quelle di Santa Martina. 
Questo fatto portò l'aiuto finanziario della famiglia Barberini, in quanto il cardinale Francesco Barberini era il protettore della confraternita.

facciata della chiesa dei Santi Luca e Martina
A Pietro da Cortona si deve la facciata convessa a due ordini, con trabeazione aggettante.

particolare della facciata della chiesa dei Santi Luca e Martina
particolare della facciata della chiesa dei Santi Luca e Martina
La pianta della chiesa è a croce greca allungata, con quattro absidi semiellittiche.
L'interno è caratterizzato da colonne, pilastri ionici binati, nicchie e paraste.

interno della chiesa dei Santi Luca e Martina
decorazioni della chiesa dei Santi Luca e Martina
decorazioni della chiesa dei Santi Luca e Martina
Una statua raffigurante Santa Martina di Nicola Menghini è posta sotto l'altare maggiore, in marmi di diversi colori disegnato da Pietro da Cortona.

altare maggiore della chiesa dei Santi Luca e Martina
statua di Santa Martina - Nicola Menghini
Sopra l'altare si trova la copia di S.Luca Evangelista ritrae la Madonna di Raffaello (originale conservato nella Galleria dell'Accademia), eseguita dal caravaggesco Antiveduto Grammatica (1623).
 
S.Luca Evangelista ritrae la Madonna - Antiveduto Grammatica
La cappella del braccio sinistro fu disegnata da Carlo Fontana.
Qui si trova una pala di Sebastiano Conca raffigurante l'Ascensione di Maria.

Nella cappella del braccio destro Lazzaro Baldi ha dipinto il Martirio di S.Lazzaro.
Di Ludovico Gimignani è il dipinto del Sogno di Giacobbe.

Nei pennacchi della cupola sono raffigurati i quattro simboli degli Evangelisti.

Nel pavimento della navata centrale si trova la lastra tombale di Pietro da Cortona.
Anche l'architetto Luigi Canina riposa in questa chiesa.

(al momento della nostra visita la chiesa superiore era poco visibile a causa di lavori di restauro)

Sulla sinistra dell'altare maggiore una scala conduce negli ambienti della chiesa inferiore affidata al Conservatorio di Santa Eufemia.

chiesa inferiore
vano ottagono della chiesa inferiore
In un vano ottagonale trovano posto le statue di Santa Cecilia, Santa Eufemia, Santa Agnese e Santa Martina.

statua di Santa
statua di Santa























Qui si trovano anche rilievi di Alessandro Algardi: Cristo Morto con la Vergine e il Padre, Trinità con Santa Maria Maddalena ed Estasi di Santa Maria Maddalena.

Cristo morto con la Vergine e il Padre - A.Algardi
Trinità con Santa Maria Maddalena - A.Algardi
monumento a Pietro da Cortona









Si trova qui anche il monumento funebre di Pietro da Cortona con busto dell'artista e lastra che riporta il suo testamento.





















La cripta costruita da Pietro da Cortona per la conservazione delle reliquie di Santa Martina è un ambiente rivestito di marmi policromi.

cripta a marmi policromi dedicata a Santa Martina
altare della cripta dedicata a Santa Martina 
La volta schiacciata è decorata a cassettoni ed ha un oculo centrale.

volta della cripta
L'altare è in bronzo intagliato con pietre preziose, circondata da una balaustra grigia, e fu realizzato da Giovanni Artusi su disegno di Pietro da Cortona.

altare con le reliquie di Santa Martina
altare in bronzo della cripta di Santa Martina
Il bassorilievo in alabastro con Santa Martina davanti alla Madonna è di Cosimo Fancelli (su disegno sempre di Pietro da Cortona).

Santa Martina davanti alla Madonna - Cosimo Fancelli
Orario: solo il sabato     estate      9.00/20.00
             solo il sabato     inverno   9.00/18.00



BASILICA DI SANTA FRANCESCA ROMANA


La chiesa originaria, eretta nel IX secolo da Papa Leone IV su un oratorio dedicato ai Ss Pietro e Paolo voluto da Papa Paolo I, fu costruita dopo l'abbandono nel Foro della chiesa di Santa Maria Antiqua, dopo un terremoto.
Per questo venne chiamata chiesa di Santa Maria Nova.

La chiesa si trova vicina all'Arco di Tito, tra il Foro e il Colosseo, ed ha inglobato una delle due celle del Tempio di Venere e Roma, il tempio costruito dall'Imperatore Adriano nel 135, nel luogo in cui si trovava l'atrio della Domus Aurea e il Colosso, l'enorme statua di Nerone.

Basilica di Santa Francesca Romana e Tempio di Venere e Roma
L'Oratorio dei Ss Pietro e Paolo fu costruito sul luogo dove (secondo quello che narrano gli Atti di Pietro apocrifi), Simon Mago aveva sfidato i due apostoli con le sue arti magiche, e si era elevato in cielo.
Per le preghiere dei due Santi Simon Mago cadde a terra morendo e Pietro e Paolo inginocchiandosi lasciarono sulla pietra le loro impronte.
Queste impronte sono murate in una parete della chiesa dietro grate.

campanile della basilica di Santa Francesca Romana











Nel XII secolo venne costruito il campanile romanico, una torre quadrata a cinque ordini con finestre a doppia bifora, ornata da dischi di maiolica e croci di porfido.

















cripta






Nel XV secolo furono traslate nella cripta in un'urna di bronzo, le reliquie di Santa Francesca Busca, una matrona romana divenuta monaca benedettina, vissuta tra il 1384 e il 1440.
Nel 1868 nella cripta venne realizzato un monumento funebre alla Santa opera di Andrea Bisuri Vici.

reliquie di Santa Francesca Romana
Vi si trova anche un medaglione di scuola berniniana raffigurante Santa Francesca con l'Angelo.

medaglione berniniano di Santa Francesca con l'Angelo
CURIOSITA': la Santa è la patrona degli automobilisti e il 9 marzo, il giorno della sua morte, intorno alla chiesa si forma un raduno di automobili per ricevere la sua benedizione.


Nel 1600 la chiesa venne rinnovata in stile barocco da Carlo Lombardi.
Venne costruita una facciata in travertino bianco, con timpano coronato da statue.
La facciata ha un portico e un balcone.

facciata della chiesa di Santa Francesca Romana
balcone della facciata
timpano della facciata coronato di statue
portico della facciata
L'interno è a navata unica con cappelle laterali.

navata della Basilica di Santa Francesca Romana
Il soffitto ligneo è a cassettoni intagliati e dorati (1612).
 
soffitto della Basilica di Santa Francesca Romana
Il pavimento è cosmatesco.

pavimento cosmatesco
Il mosaico dell'abside risale al 1100.
In esso sono raffigurati la Madonna con il Bambino in mezzo agli Apostoli Giacomo, Giovanni, Pietro e Andrea.
Una mano scende dal cielo con la corona che adornerà il capo della Vergine.

abside della Basilica di Santa Francesca Romana
mosaico dell'abside
Sull'altare maggiore si trova una Madonna con Bambino del XII secolo portata  da Angelo Frangipane al suo ritorno dalla crociata dalla città di Troja.

Madonna con Bambino sull'altare maggiore
Nella sacrestia è conservata invece la Madonna Glycophilousa (Madonna della Dolcezza) del V secolo proveniente dalla chiesa di Santa Maria Antiqua.

In fondo alla navata si trova il gruppo scultoreo della Confessione, eseguito su disegno del Bernini, sotto un tempietto a marmi policromi con quattro colonne.
L'originale scultura in bronzo dorato era stata commissionata dal Papa Urbano VIII al Bernini nel 1649, ma fu portata via da Napoleone.
 
tempietto e gruppo scultorea di Santa Francesca e l'Angelo
Oggi si trova la copia in marmo di Santa Francesca e l'Angelo di Giosuè Meli.

Santa Francesca e l'Angelo - Giosuè Meli
Sempre all'altar maggiore si trovano due angeli marmorei del XVII secolo, il tabernacolo della scuola di Mino da Fiesole e sulla porta della sacrestia Paolo III e Reginald Pole di Pierin del Vaga.

un angelo marmoreo del XVII secolo
tabernacolo della scuola di Mino da Fiesole
Le altre opere conservate nella basilica sono:
- Miracolo di S.Benedetto di Pierre Subleyras (seconda cappella a destra),
- Maria e Sant'Anna di anonimo del XVII secolo (seconda cappella a destra)
- Dottori della Chiesa di Melozzo da Forlì (nella volta della prima cappella),
- Maria tra due Santi di Sinibaldo Ibi scolaro del Perugino (prima cappella a
  sinistra)
- S.Gregorio di anonimo del XVIII secolo (seconda cappella a sinistra)
- S.Emidio di Piero Tedeschi.

Orario 10.00/12.00    15.00/17.00

CURIOSITA': in questa basilica nel 1949, con grande clamore mediatico, si celebrarono le nozze tra due attori di Hollywood, Linda Christian e Tyrone Power.



CHIESA DI S.LORENZO IN MIRANDA


Nel 141 d.C. l'imperatore Antonino Pio costruì nel Foro, accanto alla Basilica Emilia, un tempio dedicato a sua moglie Faustina.
Dopo la morte di Antonino, il tempio venne dedicato anche alla sua memoria.

Tempio di Antonino e Faustina/Chiesa di S.Lorenzo in Miranda
ingresso secondario alla chiesa





Questo era il luogo dove si diceva che San Lorenzo fosse stato condannato al martirio.
Nel VII/VIII secolo il Tempio di Antonino e Faustina fu trasformato nella chiesa dedicata a questo Santo.

A partire dall'XI secolo la chiesa è citata come chiesa di S.Lorenzo in Miranda, in quanto era circondata dalle bellezze del Foro (miranda="bella vista").









La facciata barocca che dava sul Foro si presenta in laterizio a due ordini, con lesene con capitelli ionici accanto al portale.
E' preceduta da dieci colonne in marmo bianco appartenenti al Tempio di Antonino e Faustina.

facciata sul Foro della chiesa di S.Lorenzo in Miranda
Nel 1429/1430 il Papa Martino V concesse la chiesa al "Collegio degli Speziali" che ancor oggi hanno, negli ambienti adiacenti alla chiesa, un archivio e un museo, dove vengono anche conservate le ricette di Raffaello Sanzio.

ritratto di Papa Martino V sull'ingresso al Foro
iscrizione che attesta la donazione della chiesa di papa Martino V
Nel 1536, in occasione della visita a Roma dell'imperatore Carlo V,  vennero riportate le forme originali del tempio eliminando le tre cappelle laterali, ma nel 1602 Orazio Torriani le riaggiunse.

navata (verso l'altare maggiore) della chiesa di S.Lorenzo in Miranda
navata (verso l'ingresso al Foro Romano) della chiesa di S.Lorenzo in Miranda
Sull'altare maggiore si trova una pala con il Martirio di S.Lorenzo di Pietro da Cortona (1646).

Martirio di S.Lorenzo - Pietro da Cortona
E' qui presente anche una tela con Madonna con Bambino e i SS. Filippo e Giacomo di Raffaello Vanni eseguita dopo che i restauri avevano danneggiato la tela del Domenichino (posta nella prima cappella a sinistra).

Madonna con Bambino e i SS.Filippo e Giacomo - Raffaello Vanni

Nella prima cappella a sinistra è presente una Madonna con Bambino con i SS. Filippo e Giacomo del Domenichino (1625), collocata in un altare con talamoni in stucco di Andrea Sarrazin, seguace del Domenichino.

Madonna con Bambino - Domenichino
altare con talamoni - Andrea Sarrazin
talamone in stucco
talamone in stucco






















Nella seconda cappella a sinistra si trova un Martirio di S.Lorenzo opera romana del Seicento con influssi fiamminghi.

Martirio di S.Lorenzo (XVII secolo)
Nella terza cappella a sinistra una tela con l'Assunzione della Vergine opera anonima del tardo manierismo ed un ciclo d'affreschi con Storie della vita della Vergine (Nascita della Vergine - Presentazione al tempio) del XVIII secolo.

Assunzione della Vergine (XVI/XVII secolo)
Presentazione al Tempio
Nascita della Vergine




















affreschi della terza cappella a sinistra
Sull'altro lato della navata troviamo nella prima cappella una tela con Crocifisso adorato da S.Francesco, opera del "neocaravaggismo" (XVII secolo).

Crocifisso adorato da S.Francesco (XVII secolo)
Nella seconda cappella a destra invece è collocata una tela della Decollazione del Battista in stile fiammingo (XVI/XVII secolo), e due tele che rappresentano La Famiglia della Vergine (1708).

Decollazione del Battista (XVI/XVII secolo)
La Famiglia della Vergine
La Famiglia della Vergine






















Infine nella terza cappella a destra troviamo un'Annunciazione di Alessandro Fortuna allievo del Domenichino e una Madonna con il Bambino benedicente del XIX secolo.

Annunciazione - Alessandro Fortuna
Madonna con Bambino benedicente (XIX secolo)

Orario: giovedì 9.00/13.00
(suonare il campanello)


CHIESA DI S.GIUSEPPE DEI FALEGNAMI


Sul più antico carcere di Roma, il Carcer Tullianum o Carcere Mamertino, sorse in epoca paleocristiana una chiesa.
Il carcere è a due piani sovrapposti di grotte scavate nelle pendici del Campidoglio (il piano più basso d'epoca arcaica e il secondo di età repubblicana), si trovava vicino al Comitium.

Nel IV secolo, in memoria della prigionia in questo carcere degli Apostoli Pietro e Paolo il sito fu trasformato per volere del Papa Silvestro I nella chiesa di S.Pietro in Carcere.

cella della prigionia di S.Pietro e S.Paolo nel Carcer Tullianum
altare della cappella del Carcere Mamertino
affresco nella cappella del Carcere Mamertino


memoria dell'impronta sul muro della testa di S.Pietro strattonato dai carcerieri
Nel 1532 la chiesa di S.Pietro in Carcere fu acquistata dalla Confraternita dei Falegnami.
Nel 1597 Giacomo della Porta fu incaricato di costruire una nuova chiesa.
I lavori proseguirono poi con Giovanni Battista Montano che costruì la facciata.

La facciata è a due ordini, con volute ed edicole, e provvista di un grande timpano.

facciata della chiesa di S.Giuseppe dei Falegnami
La chiesa è ad unica navata con due cappelle su ogni lato.

navata della chiesa di S.Giuseppe dei Falegnami
controffacciata della chiesa con grande organo
decorazioni delle pareti laterali della chiesa di S.Giuseppe dei Falegnami
Nel centro del soffitto ligneo intagliato e dorato, si trova una Natività di G.B.Montani.

soffitto ligneo con Natività - G.B.Montani
Una nuova abside fu costruita nel 1886.

abside della chiesa di S.Giuseppe dei Falegnami
 Qui trovano spazio il Viaggio a Betlemme e la Bottega di S.Giuseppe di Cesare Maccari.

Bottega di S.Giuseppe - Cesare Maccari
Viaggio a Betlemme - Cesare Maccari
Sono anche state qui posizionate le due statue di S.Pietro e S.Paolo.

Nella chiesa si trovano una Natività di Carlo Maratta (1650) e una Santa Famiglia con Sant'Anna di Giuseppe Ghezzi.

Natività - Carlo Maratta
Santa Famiglia con Sant'Anna - G.Ghezzi
Nell'adiacente oratorio dal soffitto ligneo Marco Tullio Montagna ha affrescato lungo le pareti le Storie della Sacra Famiglia.

oratorio della chiesa di S.Giuseppe dei Falegnami
un'affresco della Storia della Sacra Famiglia - M.T.Montagna
Storie della Sacra Famiglia - M.T.Montagna
Tra il pavimento della chiesa e la volta del Carcere Mamertino si trova la Cappella del Crocifisso.

Cappella del Crocifisso
Nella cinquecentesca cappella si trova il cosiddetto Crocifisso di Campo Vaccino, un crocifisso ligneo miracoloso, che un tempo si trovava sulla porta del Carcere Mamertino.

Crocifisso di Campo Vaccino

CONCLUSIONI
Il primo tempio romano divenuto a Roma una chiesa fu il Pantheon nel 608/615, sotto Papa Bonifacio IV.
Poi anche gli edifici del Foro divennero siti da trasformare in chiese.
Alcune sono giunte più o meno trasformate sino ai giorni nostri, mentre altre sono andate perdute come l'Oratorio dei Ss Sergio e Bacco costruito sui Rostra e divenuto sotto Gregorio III una basilica, o come la chiesa di S.Maria in Cannapara costruita nel IX secolo nell'ambulacro occidentale del pianterreno della Basilica Giulia.
Recarsi a visitare il Foro Romano vuol dire anche immaginare l'evoluzione che ebbe nei secoli successivi al tramonto dell'Impero Romano, e rimanerne affascinati.


2 commenti:

Bruno Brunelli ha detto...

Bellissimo lavoro, grazie!

Raffaella ha detto...

Grazie!

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